venerdì 17 ottobre 2014

Modern Web Development

I buoni propositi per questo nuovo anno di lavoro:

1) Abbandonare definitivamente tricks per funzionare le mie pagine su Internet Explorer 6 o 7, le percentuali di visitatori che ancora usano queste due versioni di Internet Explorer ormai sono infinitesimali inutile e costoso continuare a considerarle. I browser moderni sono veloci nell'interpretare l'html e ancora di più il javascript

2) Html5 e Css3 sono largamente supportati e tante cose che tempo fa richiedevano righe di codice javascript si possono risolvere usando esclusivamente html5 e css3 e se proprio non vengono supportate considerare scenari di degradazione.

3) Per rendere scalabili e riutilizzabili i css ricordare l'esistenza di preprocessori come Less, Sass e Stylus.

4) Utilizzare framework quali Foundation o Bootstrap per realizzare il front end. Garantiscono uniformità visuale e la soluzione semplice ai problemi della responsività della pagina. Usare sempre l'approccio mobile-first.

5) Javascript è diventato il linguaggio imprescindibile per le web application e allora vale la pena implementare soluzioni basate su librerie come Angular o su pattern MVVM con Knockout

6) Non trascurare i sistemi per gestire il versioning e la fase di delivery il classico ftp non basta più.

7) Node.js

8) Infine asp.net vnext se mantiene quello che promette non vorrò più sentire qualcuno che mi parla di php ...

giovedì 26 giugno 2014

Unable to launch the IIS Express Web Server

Un problema che può capitare al lancio di IIS Express.
La causa è la porta utilizzata da un altro processo, per scoprire quale:

netstat -aon | find ":<numerodellaporta>"

L'ultimo numero sulla riga risultante è l'id del processo che sta utilizzando la porta richiesta da IIS.

giovedì 23 gennaio 2014

martedì 31 dicembre 2013

L'html non è un linguaggio di programmazione

Ci si chiede come mai in Italia non nascano idee come Facebook o Google... A parte ovvie questioni dovute alle infrastrutture, alle metodologie di studio universitarie e alle condizioni del sistema bancario che mai finanzierebbe un diciottenne senza babbo plurimiliardario. Poi ci sono gli imprenditori che spesso dimostrano una ignoranza fuori dal comune: "Mio nipote mi ha detto ..."
La formazione via nipote.

giovedì 12 settembre 2013

Interpretazioni

Solo dopo 5 anni l'autore di questa foto ha reso pubblico lo scatto.


Thomas Hoepker è uno dei tanti fotografi presenti a New York l'11 settembre del 2001. Ha raccontato di aver provato ad avvicinarsi a Ground Zero ma bloccato dalla confusione ebbe l'intuizione di dirigersi verso Brooklyn. Andando vide questa immagine e scattò tre foto.

La foto non venne pubblicata nell'immediatezza, considerata ambigua. Cosa rappresenta? Un gruppo di giovani incuranti di quello che succede alle loro spalle?

In una intervista successiva alla pubblicazione uno dei giovani ritratti disse che erano talmente sconvolti che si erano girati per discutere di quello che stava accadendo.

Un tipico esempio della possibilità dell'immagine di rappresentare avvenimenti, non sappiamo cosa è successo prima né cosa accadrà subito dopo. E tanto meno sappiamo cosa pensano i protagonisti della foto. L'immagine ha però una sua forza e uno stile quasi pittorico che ne fa una delle immagini simbolo dell'11 settembre.

giovedì 8 agosto 2013

Stars and stripes

Ho appena finito un corso su Coursera.org
Il titolo del corso era "The camera never lies" e cercava di analizzare il modo in cui si può rappresentare la storia attraverso le immagini e quanto queste siano attendibili come documenti storici.
Partendo dall'utilizzo dell'immagine fatto da Hitler passando alla manipolazione delle immagini per manipolare la storia fatta da Stalin.
Non poteva mancare l'analisi di una delle foto più famose della storia recente, la foto della bandiera alzata sul monte Suribachi storia poi rappresentata nel film "Flags of our father" di C.Eastwood.


Si vedono 5 marines, 4 in primo piano, non si vedono le facce e quindi è impossibile riconoscere i singoli, la foto non ci permette di sapere cosa è successo prima e cosa succederà dopo sembra rappresentare il momento della vittoria e invece la battaglia durerà altri 35 giorni.
Nonostante questo la foto è diventata un'icona della vittoria, del gruppo che porta a termine la missione, e della vittoria raggiunta da eroi anonimi.
Questa immagine fu usata per raccogliere fondi per finanziare lo sforzo bellico, la campagna con maggior successo in termini di raccolta. E' entrata nell'immaginario collettivo degli americani tanto da ritrovarla come monumento, nei poster, sui francobolli, nelle foto dei presidenti...



Un'immagine simile all'ombra dei resti delle Torri gemelle, anche questa volta la bandiera ma non più simbolo di vittoria ma della volontà di ricominciare, se la bandiera sul monte Suribachi fu il simbolo della vittoria, quella a New York rappresenta la voglia di ricominciare anche di fronte alla più grande tragedia americana