Solo dopo 5 anni l'autore di questa foto ha reso pubblico lo scatto.
Thomas Hoepker è uno dei tanti fotografi presenti a New York l'11 settembre del 2001. Ha raccontato di aver provato ad avvicinarsi a Ground Zero ma bloccato dalla confusione ebbe l'intuizione di dirigersi verso Brooklyn. Andando vide questa immagine e scattò tre foto.
La foto non venne pubblicata nell'immediatezza, considerata ambigua. Cosa rappresenta? Un gruppo di giovani incuranti di quello che succede alle loro spalle?
In una intervista successiva alla pubblicazione uno dei giovani ritratti disse che erano talmente sconvolti che si erano girati per discutere di quello che stava accadendo.
Un tipico esempio della possibilità dell'immagine di rappresentare avvenimenti, non sappiamo cosa è successo prima né cosa accadrà subito dopo. E tanto meno sappiamo cosa pensano i protagonisti della foto. L'immagine ha però una sua forza e uno stile quasi pittorico che ne fa una delle immagini simbolo dell'11 settembre.
"Nessun bambino si è mai intromesso nel partito repubblicano ed è sopravvissuto per raccontarlo" TB
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giovedì 12 settembre 2013
giovedì 8 agosto 2013
Stars and stripes
Ho appena finito un corso su Coursera.org
Il titolo del corso era "The camera never lies" e cercava di analizzare il modo in cui si può rappresentare la storia attraverso le immagini e quanto queste siano attendibili come documenti storici.
Partendo dall'utilizzo dell'immagine fatto da Hitler passando alla manipolazione delle immagini per manipolare la storia fatta da Stalin.
Non poteva mancare l'analisi di una delle foto più famose della storia recente, la foto della bandiera alzata sul monte Suribachi storia poi rappresentata nel film "Flags of our father" di C.Eastwood.
Si vedono 5 marines, 4 in primo piano, non si vedono le facce e quindi è impossibile riconoscere i singoli, la foto non ci permette di sapere cosa è successo prima e cosa succederà dopo sembra rappresentare il momento della vittoria e invece la battaglia durerà altri 35 giorni.
Nonostante questo la foto è diventata un'icona della vittoria, del gruppo che porta a termine la missione, e della vittoria raggiunta da eroi anonimi.
Questa immagine fu usata per raccogliere fondi per finanziare lo sforzo bellico, la campagna con maggior successo in termini di raccolta. E' entrata nell'immaginario collettivo degli americani tanto da ritrovarla come monumento, nei poster, sui francobolli, nelle foto dei presidenti...
Un'immagine simile all'ombra dei resti delle Torri gemelle, anche questa volta la bandiera ma non più simbolo di vittoria ma della volontà di ricominciare, se la bandiera sul monte Suribachi fu il simbolo della vittoria, quella a New York rappresenta la voglia di ricominciare anche di fronte alla più grande tragedia americana
Il titolo del corso era "The camera never lies" e cercava di analizzare il modo in cui si può rappresentare la storia attraverso le immagini e quanto queste siano attendibili come documenti storici.
Partendo dall'utilizzo dell'immagine fatto da Hitler passando alla manipolazione delle immagini per manipolare la storia fatta da Stalin.
Non poteva mancare l'analisi di una delle foto più famose della storia recente, la foto della bandiera alzata sul monte Suribachi storia poi rappresentata nel film "Flags of our father" di C.Eastwood.
Si vedono 5 marines, 4 in primo piano, non si vedono le facce e quindi è impossibile riconoscere i singoli, la foto non ci permette di sapere cosa è successo prima e cosa succederà dopo sembra rappresentare il momento della vittoria e invece la battaglia durerà altri 35 giorni.
Nonostante questo la foto è diventata un'icona della vittoria, del gruppo che porta a termine la missione, e della vittoria raggiunta da eroi anonimi.
Questa immagine fu usata per raccogliere fondi per finanziare lo sforzo bellico, la campagna con maggior successo in termini di raccolta. E' entrata nell'immaginario collettivo degli americani tanto da ritrovarla come monumento, nei poster, sui francobolli, nelle foto dei presidenti...
Un'immagine simile all'ombra dei resti delle Torri gemelle, anche questa volta la bandiera ma non più simbolo di vittoria ma della volontà di ricominciare, se la bandiera sul monte Suribachi fu il simbolo della vittoria, quella a New York rappresenta la voglia di ricominciare anche di fronte alla più grande tragedia americana
mercoledì 28 marzo 2012
5 aprile 1992
Sono passati 20 anni dall'inizio dell'assedio di Sarajevo.
Tutti ricordano cosa stavano facendo quando il World Trade Center è stato colpito, io non ricordo cosa facevo il 5 aprile 1992.
Circa 11000 persone morirono nel più lungo assedio dell'era moderna, dell'11 settembre sappiamo ogni dettaglio: 2749 vittime.
Persino la contabilità cambia in base alla ricchezza delle vittime.
domenica 11 gennaio 2009
11 gennaio 1999
Avrei molte cose da dire, forse le scriverò o forse no, oggi il ricordo a un grande cantante e a un poeta.
Chi va dicendo in giro
che odio il mio lavoro
non sa con quanto amore
mi dedico al tritolo,
è quasi indipendente
ancora poche ore
poi gli darò la voce
il detonatore.
Il mio Pinocchio fragile
parente artigianale
di ordigni costruiti
su scala industriale
di me non farà mai
un cavaliere del lavoro,
io sono d'un'altra razza,
son bombarolo.
Nello scendere le scale
ci metto più attenzione,
sarebbe imperdonabile
giustiziarmi sul portone
proprio nel giorno in cui
la decisione è mia
sulla condanna a morte
o l'amnistia.
Per strada tante facce
non hanno un bel colore,
qui chi non terrorizza
si ammala di terrore,
c'è chi aspetta la pioggia
per non piangere da solo,
io sono d'un altro avviso,
son bombarolo.
Intellettuali d'oggi
idioti di domani
ridatemi il cervello
che basta alle mie mani,
profeti molto acrobati
della rivoluzione
oggi farò da me
senza lezione.
Vi scoverò i nemici
per voi così distanti
e dopo averli uccisi
sarò fra i latitanti
ma finché li cerco io
i latitanti sono loro,
ho scelto un'altra scuola,
son bombarolo.
Potere troppe volte
delegato ad altre mani,
sganciato e restituitoci
dai tuoi aeroplani,
io vengo a restituirti
un po' del tuo terrore
del tuo disordine
del tuo rumore.
Così pensava forte
un trentenne disperato
se non del tutto giusto
quasi niente sbagliato,
cercando il luogo idoneo
adatto al suo tritolo,
insomma il posto degno
d'un bombarolo.
C'è chi lo vide ridere
davanti al Parlamento
aspettando l'esplosione
che provasse il suo talento,
c'è chi lo vide piangere
un torrente di vocali
vedendo esplodere
un chiosco di giornali.
Ma ciò che lo ferì
profondamente nell'orgoglio
fu l'immagine di lei
che si sporgeva da ogni foglio
lontana dal ridicolo
in cui lo lasciò solo,
ma in prima pagina
col bombarolo.
Chi va dicendo in giro
che odio il mio lavoro
non sa con quanto amore
mi dedico al tritolo,
è quasi indipendente
ancora poche ore
poi gli darò la voce
il detonatore.
Il mio Pinocchio fragile
parente artigianale
di ordigni costruiti
su scala industriale
di me non farà mai
un cavaliere del lavoro,
io sono d'un'altra razza,
son bombarolo.
Nello scendere le scale
ci metto più attenzione,
sarebbe imperdonabile
giustiziarmi sul portone
proprio nel giorno in cui
la decisione è mia
sulla condanna a morte
o l'amnistia.
Per strada tante facce
non hanno un bel colore,
qui chi non terrorizza
si ammala di terrore,
c'è chi aspetta la pioggia
per non piangere da solo,
io sono d'un altro avviso,
son bombarolo.
Intellettuali d'oggi
idioti di domani
ridatemi il cervello
che basta alle mie mani,
profeti molto acrobati
della rivoluzione
oggi farò da me
senza lezione.
Vi scoverò i nemici
per voi così distanti
e dopo averli uccisi
sarò fra i latitanti
ma finché li cerco io
i latitanti sono loro,
ho scelto un'altra scuola,
son bombarolo.
Potere troppe volte
delegato ad altre mani,
sganciato e restituitoci
dai tuoi aeroplani,
io vengo a restituirti
un po' del tuo terrore
del tuo disordine
del tuo rumore.
Così pensava forte
un trentenne disperato
se non del tutto giusto
quasi niente sbagliato,
cercando il luogo idoneo
adatto al suo tritolo,
insomma il posto degno
d'un bombarolo.
C'è chi lo vide ridere
davanti al Parlamento
aspettando l'esplosione
che provasse il suo talento,
c'è chi lo vide piangere
un torrente di vocali
vedendo esplodere
un chiosco di giornali.
Ma ciò che lo ferì
profondamente nell'orgoglio
fu l'immagine di lei
che si sporgeva da ogni foglio
lontana dal ridicolo
in cui lo lasciò solo,
ma in prima pagina
col bombarolo.
lunedì 27 ottobre 2008
Accenti apostrofi etc
Una volta un accento
per distrazione cascò
sulla città di Como
mutandola in comò.
Figuratevi i cittadini
comaschi, poveretti:
detto e fatto si trovarono
rinchiusi nei cassetti.
Per fortuna uno scolaro
rilesse il componimento
e liberò i prigionieri
cancellando l'accento.
Ora ai giardini pubblici
han dedicato un busto
"A colui che sa mettere
gli accenti al posto giusto".
G.Rodari
per distrazione cascò
sulla città di Como
mutandola in comò.
Figuratevi i cittadini
comaschi, poveretti:
detto e fatto si trovarono
rinchiusi nei cassetti.
Per fortuna uno scolaro
rilesse il componimento
e liberò i prigionieri
cancellando l'accento.
Ora ai giardini pubblici
han dedicato un busto
"A colui che sa mettere
gli accenti al posto giusto".
G.Rodari
lunedì 14 luglio 2008
Si prega di riavvolgere il nastro
Nello scorso weekend ho visto il film in oggetto.
L'idea del film è sufficentemente assurda, un uomo nel tentativo di sabotare la centrale elettrica rimane magnetizzato, entra nella videoteca dell'amico rendendo illegibili le videocassette. Nasce la necessità di dover rigirare i film che i clienti intendono affittare. I nuovi film ottengono il successo che nessuno si aspettava fino all'arrivo degli avvocati della major.
L'opera è di Michel Gondry già autore dello splendido "Eternal sunshine of the spotless mind" tradotto in un più idiota "Se mi lasci ti cancello". Lo stesso destino per questo pubblicizzato come "L'acchiappafilm".
In "Be kind Rewind" si traccia una critica al mondo dei vari BlockBuster pieni di film nuovi e con commessi privi di alcuna competenza, ma a me ha colpito soprattutto come viene trattato il passato: "il passato ci appartiene e possiamo cambiarlo se vogliamo" mi ha ricordato in opposizione il tema di "Magnolia" e di "Onora il padre e la madre": "Tu puoi chiudere con il passato ma il passato non chiude con te".
In "Be Kind Rewind" i nostri due eroi rigirando i film creano opere nuove basate sul ricordo delle trame, e in qualche modo se ne appropriano perchè tutti nel ricordo modifichiamo la realtà e la rendiamo più simile a come l'avremmo voluta.
Nel precedente "Eternal sunshine of the spotless mind" ma ancora di più in "Magnolia" e in "Onora il padre e la madre" invece ritroviamo un passato e un destino a cui non ci si può sottrarre.
Un ritorno continuo al tema del ricordo e del rapporto tra causa ed effetto.
Anche potendo cancellare il passato questo si riproduce perchè inevitabilmente rifacciamo sempre gli stessi errori, ogni volta che capitano in situazioni simili scegliamo di seguire le stesse strade. Ogni volta anche sapendo che la porta è quella sbagliata non riusciamo a resistere e eccoci di nuovo nel mondo e in situazioni che avevamo deciso di evitare.
Alla fine cosa rimane?
La consapevolezza di fare sempre le stesse scelte?
Avere la memoria che a volte funziona come quella di un malato di Alzheimer e invece per altre cose sta sempre lì in agguato e con un niente fa tracimare ricordi non desiderati?
Alla fine ne vale la pena perchè siamo quello che ci è successo e le scelte che abbiamo fatto, magari un giorno i ricordi saranno talmente sfumati che diventeranno come i film "maroccati", nel frattempo si va avanti...
L'idea del film è sufficentemente assurda, un uomo nel tentativo di sabotare la centrale elettrica rimane magnetizzato, entra nella videoteca dell'amico rendendo illegibili le videocassette. Nasce la necessità di dover rigirare i film che i clienti intendono affittare. I nuovi film ottengono il successo che nessuno si aspettava fino all'arrivo degli avvocati della major.
L'opera è di Michel Gondry già autore dello splendido "Eternal sunshine of the spotless mind" tradotto in un più idiota "Se mi lasci ti cancello". Lo stesso destino per questo pubblicizzato come "L'acchiappafilm".
In "Be kind Rewind" si traccia una critica al mondo dei vari BlockBuster pieni di film nuovi e con commessi privi di alcuna competenza, ma a me ha colpito soprattutto come viene trattato il passato: "il passato ci appartiene e possiamo cambiarlo se vogliamo" mi ha ricordato in opposizione il tema di "Magnolia" e di "Onora il padre e la madre": "Tu puoi chiudere con il passato ma il passato non chiude con te".
In "Be Kind Rewind" i nostri due eroi rigirando i film creano opere nuove basate sul ricordo delle trame, e in qualche modo se ne appropriano perchè tutti nel ricordo modifichiamo la realtà e la rendiamo più simile a come l'avremmo voluta.
Nel precedente "Eternal sunshine of the spotless mind" ma ancora di più in "Magnolia" e in "Onora il padre e la madre" invece ritroviamo un passato e un destino a cui non ci si può sottrarre.
Un ritorno continuo al tema del ricordo e del rapporto tra causa ed effetto.
Anche potendo cancellare il passato questo si riproduce perchè inevitabilmente rifacciamo sempre gli stessi errori, ogni volta che capitano in situazioni simili scegliamo di seguire le stesse strade. Ogni volta anche sapendo che la porta è quella sbagliata non riusciamo a resistere e eccoci di nuovo nel mondo e in situazioni che avevamo deciso di evitare.
Alla fine cosa rimane?
La consapevolezza di fare sempre le stesse scelte?
Avere la memoria che a volte funziona come quella di un malato di Alzheimer e invece per altre cose sta sempre lì in agguato e con un niente fa tracimare ricordi non desiderati?
Alla fine ne vale la pena perchè siamo quello che ci è successo e le scelte che abbiamo fatto, magari un giorno i ricordi saranno talmente sfumati che diventeranno come i film "maroccati", nel frattempo si va avanti...
lunedì 23 giugno 2008
To do list
Film visti
Onora il padre e la madre
Gomorra
Cloverfield
Io sono leggenda
Notturno bus
NaziRock
Programmazione
Utilizzo del namespace System.Speech
Primi passi con Cake
Sviluppo di gadget per la sidebar di Windows Vista
Notizie
Come si accoglie un guerrafondaio
La bandiera arcobaleno non è un simbolo cristiano... e sti cazzi
La comunione non si nega a nessuno tranne ai gay concubini e ai divorziati purchè non abbiano la residenza ad Arcore
Musica
Rita Marcotulli
Onora il padre e la madre
Gomorra
Cloverfield
Io sono leggenda
Notturno bus
NaziRock
Programmazione
Utilizzo del namespace System.Speech
Primi passi con Cake
Sviluppo di gadget per la sidebar di Windows Vista
Notizie
Come si accoglie un guerrafondaio
La bandiera arcobaleno non è un simbolo cristiano... e sti cazzi
La comunione non si nega a nessuno tranne ai gay concubini e ai divorziati purchè non abbiano la residenza ad Arcore
Musica
Rita Marcotulli
lunedì 9 giugno 2008
World Environment Day 2008
Ho cambiato lo sfondo del desktop, è uno di questi: Foto
martedì 3 giugno 2008
Strane occasioni
Mi ricordo di essere andato al cinema con mio padre non più di tre volte, la prima è stata "La stangata" in una sala parrocchiale, la seconda "La battaglia delle Midway". Poi sono passati 20 anni ed è accaduto di nuovo per "Master and Commander" e infine ieri sera con "Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo".
In realtà ieri sera avevo altri programmi, ma poi alla sua richiesta non ho voluto dire di no un evento così raro. Sarà un caso ma in due giorni ho visto due film che in modo diverso e con diversa profondità riguardavano il rapporto tra genitori e figli. Devo ancora elaborare la cosa ma è un pò che mi sento inadeguato. Passo sempre troppo poco tempo di qualità con loro.
Sarà anche che qualcuno ha "indovinato" e non sono di buon umore... Ci vuole pazienza con me non è un alibi ma semmai un'aggravante.
In realtà ieri sera avevo altri programmi, ma poi alla sua richiesta non ho voluto dire di no un evento così raro. Sarà un caso ma in due giorni ho visto due film che in modo diverso e con diversa profondità riguardavano il rapporto tra genitori e figli. Devo ancora elaborare la cosa ma è un pò che mi sento inadeguato. Passo sempre troppo poco tempo di qualità con loro.
Sarà anche che qualcuno ha "indovinato" e non sono di buon umore... Ci vuole pazienza con me non è un alibi ma semmai un'aggravante.
domenica 11 maggio 2008
Il primo - draft
Questo non vuole essere un blog interessante ma utile:, a me. La mia memoria da pesce rosso mi obbliga a dover fermare in qualche modo le cose che mi accadono. Forse nasce da questo mio limite la passione per la fotografia.
In questo blog scriverò di fotografia, di musica, di cucina, di arte e ogni tanto la mia parte nerd uscirà fuori con qualcosa riguardo all'informatica.
E' un blog tributo... un blog personale... un blog collettivo... è tutto quanto mi serve per cercare di ricordare quello che mi accade anche ad una distanza superiore ai 3 secondi
Probabilmente questo post rimarrà una bozza per sempre...
In questo blog scriverò di fotografia, di musica, di cucina, di arte e ogni tanto la mia parte nerd uscirà fuori con qualcosa riguardo all'informatica.
E' un blog tributo... un blog personale... un blog collettivo... è tutto quanto mi serve per cercare di ricordare quello che mi accade anche ad una distanza superiore ai 3 secondi
Probabilmente questo post rimarrà una bozza per sempre...
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