lunedì 2 marzo 2009

XNA Game Studio

XNA è un framework dedicato allo sviluppo di giochi in ambiente Windows,XBox e Zune.

Si può immaginare come un plugin di Visual Studio con il limite di poter usare il solo C#, per il resto si può immaginare come un insieme di namespace e librerie che facilita l'utilizzo di DirectX, Direct Sound.

Per utilizzare XNA è necessario aver installato una qualunque versione di Visual Studio 2005/2008 anche Visual Studio C# Express Edition che si può scaricare gratuitamete.

Per cominciare nella finestra "Nuovo progetto" si sceglie "Windows Game", XNA provvederà a creare un'applicazione vuota contenente lo scheletro base per un gioco.

I 4 metodi più importanti sono Initialize, LoadContent, Update e Draw.
Initialize serve a inizializzare tutte le risorse che non caricano contenuti esterni, LoadContent serve ad caricare i contenuti esterni quali immagini, suoni o musiche.

Infine i due metodi che implementano la logica e la presentazione del gioco. Questi due metodi vengono eseguiti in un ciclo 60 volte al secondo.
In Update va messa la logica del gioco, cioè la gestione degli eventi provocati dall'interazione con il giocatore. Ad esempio l'aggiornamento dei valori di x e y per uno sprite quando l'utente clicca sulle frecce destra sinistra.

In Draw la gestione dello schermo ovvero le funzioni per mostrare sul video il risultato dell'interazione gestita nel metodo Update.

Nella prossima puntata la realizzazione di un piccolo "Space Invaders"

martedì 24 febbraio 2009

Girando su Youtube

Alla ricerca di qualcosa dei Lombroso sono finito ad ascoltare una canzone assolutamente meravigliosa di Battisti.
Altro che i "capelli verderame".

lunedì 9 febbraio 2009

Tonight is the night

Stanno usando la colonna sonora di Dexter a X-Factor... Morgan the dark passenger.

Tra qualche giorno quando sarò in ordine un post serio.

domenica 8 febbraio 2009

Della serie

Basta che respirino:

15:32 Berlusconi: “Eluana potrebbe fare figli”

venerdì 16 gennaio 2009

Obama vs Berlusconi

Cerimonia di insediamento di Obama.

Scena 1

Consiglio dei Ministri - Italia

Berlusconi: "No veramente non...non mi va. Ho anche un mezzo appuntamento al bar con gli altri. Senti, ma che tipo di festa è? Non è che alle dieci state tutti a ballare i girotondi ed io sto buttato in un angolo...no. Ah no, se si balla non vengo. No, allora non vengo. Che dici vengo?. Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto, così, vicino a una finestra, di profilo, in controluce. Voi mi fate "Michele vieni di là con noi, dai" ed io "andate, andate, vi raggiungo dopo". Vengo, ci vediamo là. No, non mi va, non vengo."

domenica 11 gennaio 2009

11 gennaio 1999

Avrei molte cose da dire, forse le scriverò o forse no, oggi il ricordo a un grande cantante e a un poeta.

Chi va dicendo in giro
che odio il mio lavoro
non sa con quanto amore
mi dedico al tritolo,
è quasi indipendente
ancora poche ore
poi gli darò la voce
il detonatore.

Il mio Pinocchio fragile
parente artigianale
di ordigni costruiti
su scala industriale
di me non farà mai
un cavaliere del lavoro,
io sono d'un'altra razza,
son bombarolo.

Nello scendere le scale
ci metto più attenzione,
sarebbe imperdonabile
giustiziarmi sul portone
proprio nel giorno in cui
la decisione è mia
sulla condanna a morte
o l'amnistia.

Per strada tante facce
non hanno un bel colore,
qui chi non terrorizza
si ammala di terrore,
c'è chi aspetta la pioggia
per non piangere da solo,
io sono d'un altro avviso,
son bombarolo.

Intellettuali d'oggi
idioti di domani
ridatemi il cervello
che basta alle mie mani,
profeti molto acrobati
della rivoluzione
oggi farò da me
senza lezione.

Vi scoverò i nemici
per voi così distanti
e dopo averli uccisi
sarò fra i latitanti
ma finché li cerco io
i latitanti sono loro,
ho scelto un'altra scuola,
son bombarolo.

Potere troppe volte
delegato ad altre mani,
sganciato e restituitoci
dai tuoi aeroplani,
io vengo a restituirti
un po' del tuo terrore
del tuo disordine
del tuo rumore.

Così pensava forte
un trentenne disperato
se non del tutto giusto
quasi niente sbagliato,
cercando il luogo idoneo
adatto al suo tritolo,
insomma il posto degno
d'un bombarolo.

C'è chi lo vide ridere
davanti al Parlamento
aspettando l'esplosione
che provasse il suo talento,
c'è chi lo vide piangere
un torrente di vocali
vedendo esplodere
un chiosco di giornali.

Ma ciò che lo ferì
profondamente nell'orgoglio
fu l'immagine di lei
che si sporgeva da ogni foglio
lontana dal ridicolo
in cui lo lasciò solo,
ma in prima pagina
col bombarolo.